
|
L'ULTIMA MATTINA
di Marco Furlotti
Tic tic tic, la pioggerellina continua a bagnare i vetri di questo maledetto posto.
Ho appena finito il mio turno, per sempre, non credo che mi terranno ancora qui dopo quello che gli ho fatto. Che se le vada a riprendere lui le sue budella adesso, sono giù al piano terra, “Non mi dica che non ha voglia di fare tre piani di scale eh?”
Basta, basta, basta , finalmente ho dato un taglio netto! Basta soprusi, basta stare sempre zitti, basta sempre sentirsi dire “ Lei è un cretino non sa niente, lasci fare a me che io ..”… io?Io, IO?! Io-cosa maiale?!Eh, non dici più tanto io adesso vero? Se fossi ancora davanti alla tua carcassa aperta ti sputerei in faccia.
Scusate non mi sono ancora presentato, ma non per maleducazione, sono solo un po' teso, sapete non capita tutti i giorni di uccidere tre persone in dieci minuti! Mi chiamo Astolfo Berta.
Lascio una pausa apposta così potete ridere e non perdete il filo del discorso, perché è solo una semplice confessione che vi lascio per quando arriverete qui e troverete un po' in disordine.
Artisticamente io la vedo come una Guernica?Eh?
In ogni caso, sono un chimico e lavoro per un industria che fa colle. Si, avete presente quelle stecche di roba bianchiccia che trovate al vostro Brico-center di fiducia? Bhè quelle le fanno qui. E con ogni probabilità c'è più colla di questa ditta in casa vostra che nei magazzini qui da noi! Incollano tutto con quelle pastelle bianche e gialle, dal pacchetto delle vostre sigarette, ai vetrini nelle scatole di bellezza, dalla confezione della vostra pasta preferita ai vostri supporti cd. Nonostante l'ignoranza dei dirigenti, l' azienda va avanti o almeno ci si prova, ma è dura.
Mi hanno assunto nel ‘76, con uno stipendio base che in più di tre decenni di carriera, (ma quale carriera poi?),non ha visto l'ombra di un aumento: “ Sa come è quest' anno abbiamo la spesa dell' ascensore per voi dipendenti! ”; “ Questo mese abbiamo troppi reclami e cause aperte, mi spiace! ”; “ non se ne parla lei non è competente come Me!”. Mi hanno sempre liquidato in fretta, come tutti gli altri del resto, operai e non, ma dopotutto il nostro sindacalista è uno di loro. Leccaculo all'inverosimile, e con quella dose di falsità nella lingua che gli ha permesso di scalare le vette, da operaio semplice a manovale, da gira sacchi a poi pilota di muletto ed infine magazziniere! Che carriera incredibile! E con un solo stipendio! A volte non si riesce a credere che si possa fare tanta strada nella vita eh?!
Quando mi hanno assunto hanno fatto le stesse promesse che Nixon fece ai ragazzi in Vietnam: “Viaggerete il mondo, bla bla, conoscerete gente nuova, bla bla vedrete quante scoperte!”. Si e da anni non ho fatto altro che infilare quella cazzo di colla in un tubetto di alluminio! Inserire il tutto in un martelletto riscaldante, infilare una asticella e schiacciare un bottone. Nient'altro se non piccole cose di manovalanza. Tenete conto che trenta anni fa non c'era il concetto di sicurezza come quello che c'è oggi, perciò le cappe aspiranti erano un miraggio! Anche ora a dire il vero la situazione non è migliorata ma sapete come è, l'ampliamento del magazzino, i nuovi mescolatori, insomma tutte spese che non possono coprire la salute di un uomo, ne la valgono: “ un' azienda deve sempre ragionare per il proprio tornaconto! ” che tradotto alla pari è: “ fa arricchire le tasche del padrone? No? Allora possiamo fregarcene! ”.
Gia ma mentre le sue tasche si riempivano di denaro, (lire e poi euro), i miei polmoni si intasavano di fumi tossici delle colle, solventi e altre schifezze, che “ IO ” definisce innocue. Perche nonostante io mi sia laureato in cinque anni in una delle più prestigiose università del “Belpaese”, “ Lui ”, è il chimico vero, “ Lui ”, il piccolo perito, è l'unico che ne sa davvero e che può insegnare tutto a noi ignoranti! Così il bavoso settantenne non ha ancora mollato la poltrona dove siede e mai la mollerà. Mi avevano promesso che gli sarei subentrato, già, ma in trent' anni di lavoro non ho mai visto un insegnamento o un passaggio del testimone da parte sua, e gia si paventa che quando mollerà dovranno chiamare un esterno, nuovo assunto…vorrei proprio vedere che faccia ha!
Mi sono fermato un attimo per lavarmi le mani, mi sono accorto che stavo lordando col “Suo” sangue, la tastiera del computer, non vorrei che si bloccasse proprio ora!
Dove ero rimasto? Ah gia il vecchio stronzo! Si, adesso dovranno prenderlo per forza uno nuovo credo! Scusate se insisto ma mi chiedo spesso perché? Perché ho speso trent' anni a sentirmi una merda in un laboratorio come una cavia. Trenta dannati anni a non vedere altro che un muro un paio di macchine e fumi di colla. Ne un “grazie”, ne un “perché”. Mai un “bravo”. Ci sono marcito qui dentro, in tutti i sensi, e mi sono marciti i polmoni. Mi hanno detto all'ospedale che non ne ho per molto. Sembra che abbia i polmoni incollati. Non respiro più, non ho scampo, ma dovevo dire grazie ai miei bravi direttori…e soprattutto a Lui! Così oggi sono venuto al lavoro. Dopotutto che potevo fare? Non so dove andare e non sono riuscito a licenziarmi in trent'anni, non ho mai trovato la scossa giusta e quindi mi sento un pò rassegnato! Come sempre, parcheggio la mia macchinina, che hanno cercato di scassinarmi 4 volte in questo quartiere, arrivo nel mio bunker, ed infilo il mio camice. Poi vado in laboratorio e cerco di ricordarmi cosa accade quando si mischia soda caustica e acido cloridrico. Ricordo che nella stanza del Vecchio ce ne sono due belle bottiglie senza etichetta, (sempre perché la sicurezza qui è d'obbligo!).
Quando mi ha chiamato alle 10.20 non avevo ancora pensato a nulla, poi il pensiero c'è entrato da se, quasi naturale. Sono entrato ed il suo sguardo mi ha messo direttamente al muro e frustato. Le analisi a sentire lui non davano i risultati che voleva! Le ho fatte tre volte, ma la macchina da sempre quel numerino, e per lui è errato (non chiedetemi perché , non mi ha mai dato una spiegazione), e quindi? “Quindi”- rispondo io -“avrà sbagliato la sua formula Signore!”. L'avessi mai detto! Ho scatenato Cerbero Caronte e tutti i demoni di Flegias, quanti insulti mi sono preso?! Lui non può sbagliare!
E allora gli ho tirato un calcio fortissimo tra le gambe (fortissimo per chi come me ha la forza di un ossuto cinquantaquattrenne che non ha mai fatto sport), ma non so come ho trovato una forza che non sapevo di avere e mentre era a terra dolorante l'ho afferrato e sbattuto contro il tavolo! Crack! Secco e sordo. Le ossa del braccio si sono spezzate come rami secchi di un albero vecchio.
Il trambusto e le grida hanno chiaramente attirato gli altri due sul piano, e per prima la segretaria. A proposito sapete quindi, pescando dai vostri ricordi di scuola, cosa fanno acido cloridrico e soda insieme? E sulla faccia di una quarantenne obesa e stupida? Credo che la sua ingordigia abbia fatto in modo che ne tracannasse anche un paio di bei sorsi. E' caduta a terra schiumando e strozzandosi mentre il suo esofago veniva ustionato e corroso, e la faccia si riempiva di bolle friggendo come uno di quei Fish and crock da fare in padella.
La cicciona morente ha richiamato un altro grande leccaculo: Usberti delle vendite! Questo non si è mai fatto mancare occasione per lavare le nostre chiappe con almeno tre litri alla volta di saliva. Si dice che Lui non abbia più peli nel culo a forza di farsi strofinare la lingua dall' Usberti.
Anche lui non è stato difficile alla fine, mi è bastato afferrare il Suo tagliacarte, e infilarlo nella gola dell'Usberti. Poi gli ho infilato il tagliacarte in un occhio e con due dita gli ho estratto la lingua dal taglio sulla gola… non era così lunga come si diceva in giro. In ogni caso io questo tipo l'ho sempre odiato, credo che anche lui mi mal sopporti, credo almeno dal trasloco della azienda del 2001. Quando il vecchio si è tirato su ancora dolorante mi ha lanciato addosso qualsiasi cosa avesse sulla scrivania, urlando e cercando di prendere il telefono, forse per chiamare la polizia, (o un' ambulanza), non si è accorto che il suo amato tagliacarte si è infilato alla base del suo stomaco. Urlava come un pazzo quel settantenne del cazzo mentre lo legavo mani e piedi. E urlava ancora di più mentre gli toglievo le budella e gli allargavo il taglio allo stomaco con le mani. Non credevo che la carne si lacerasse così bene, ma questo è un individuo vecchio forse è per quello che non ho fatto fatica, solo pelle e ossa. Ma di budella ne ha, cribbio! Gliele ho legate alla stampante, quella grossa macchina laser, ultramoderna comprata da poco, (carina fa anche da scanner e fotocopiatrice, chissà quanto è costata!). E l'ho lanciata dalla finestra.
Poi me ne sono andato. Mi sono seduto al mio piccolo tavolo a scrivere questa roba e ora sono pronto per andarmene. Ma non con la polizia di cui sento già le sirene (o sono le ambulanze?), me ne vado e basta. Chiudo qui la mia parentesi di vita inutile. Man in mano che l'adrenalina lascia il mio corpo mi sento pesante e stanco, sto faticando a respirare, non ha neanche piu senso scrivere. Credo che uscirò e me ne andrò a distendermi nel prato qua fuori, si farò così. Chiudo qui. Ciao.
MARCO FURLOTTI |