OLTRE LO SPECCHIO
di Lisa Bellini

 

 

 


tic. tac.
tic, tac.
Tic tac.
Insonne, ad ascoltare la sveglia.
La sveglia nel silenzio, due lancette che si muovono piano emettendo quella fioca luce propria della loro fosforescenza, nel buio.
Tic, tac.
Le tre.
Sono già passate due ore da quando ho aperto gl'occhi, e niente è cambiato. Stesso buio, stessa sveglia.. l'unico filo di luce passa attraverso i buchi della tapparella, e illumina a mal la pena la stanza.. ad occhi aperti non faccio che pensare, pensare, pensare.. qui immobile, chiudendo gl'occhi, provando a sognare. Ma sembra tutto davvero inutile.
Eh?
Cos'è quel riflesso?
Lì, sullo specchio! Sì, proprio quello sul comò, quello specchio vecchio, che fatica persino a riflettere la mia immagine nella piena luce del giorno!
Cosa.. sarà un gioco di luci?
Eppure...
Sembra.. sembra che lo specchio sia acqua sciolta.. sembra riflettere la luce come farebbe un piccolo lago.. solo che è in verticale, e tutto questo, ovviamente, è impossibile.
Sarà la stanchezza?
Starò sognando?
.. Non lo so. Eppure ho una strana sensazione. Meglio dormire.. domattina con la luce capirò che cosa è stato...

Mattino.Quelli che erano lievi spiragli di luce sembravano proprio frecce di fuoco! Mi svegliai stanca, e vedendo l'ora tarda corsi fuori casa, senza preoccuparmi della visione dello specchio avuta la notte. Tutta la giornata fui di fretta, prima il lavoro, con quell'ora e mezza da recuperare a causa del mio ritardo, poi l'uscita con gl'amici... e in fine, di nuovo a casa.
Erano già le undici, ed ero assolutamente distrutta! Dopo aver tolto le scarpe mi buttai sotto le coperte, scordandomi che ero ancora vestita.
Uno strano sogno accompagnò il mio sonno, ero in un parco, molto vasto a quanto pareva, ed ero sola, per quanto potessi vedere.
Era l'ora del tramonto, quel momento un po' sospeso e tutto sembrava fermo, dei colori più cadi.
Poi sentii un lieve fruscio, ma non riuscii a vedere nulla.
Strano. Mi sembrava quasi di essere vicino a dei monti innevati.E' buffo, soprattutto per me, che non ho mai visto al neve.
Ed erano le tre.
Tic. Tac.
Solo il rumore della sveglia nel silenzio, la sua lieve luce, e le tapparelle lasciate nella stessa posizione della sera prima.
Perché mi ero svegliata? Ero così stanca!
Mi accorsi d’essere ancora vestita.
Eh va beh, al mattino avrei messo tutto da lavare, non era certo un problema.
Tic.
tic.
t.
La sveglia?
Doveva essersi bloccata. No, le lancette continuavano a muoversi lente, con il loro color verdino. E allora? Come mai non suonava più?
Creek.
Legno? Sembrava.. un cigolio.
Voltai gl'occhi verso la porta della camera. Il corridoio buio si estendeva fino al salotto, un'altro antro scuro illuminato a fasci dagli stessi raggi di luna che filtravano attraverso le tapparelle. Dal letto potevo solo immaginarlo, non vedevo nulla.
Trattenni il respiro.
Che strana sensazione..quel brivido freddo nell'immobilità della notte. Adesso che non c'era più nemmeno un suono, avevo un po' di paura.
Dieci, venti, trenta minuti. Senza suoni.Tutto immobile.
Mi pareva che persino il mio espiro fosse di troppo lì in mezzo.
Aspetta! Eccolo! E' lo stesso luccichio di ieri!
Proprio sullo specchio, come se fosse liquido e chiaro.
Beh, chiaro.. sembra che abbia piuttosto una luce strana.
Non so quanto passò. Rimasi a fissare quell'effetto visivo, forse un gioco di luci, e poi.. poi piano paino sembrò svanirmi davanti agl'occhi.
Tic, tac..
Mi addormentai al suono della sveglia nel buio. Senza più pensare, come in un oblio profondo, velluto nero.

Fu di nuovo mattina in un lampo.
Aprii la tapparella e spalancai la finestra prima di dirigermi in salotto, aprendo tutte le finestre anche lì. Non andai a lavoro, non me la sentivo, alla luce controllai casa, misi a posto il catenaccio della porta, controllai la serratura, le finestre e la loro chiusura.. ero assolutamente incerta di cosa fosse accaduto la notte.
Presi la sveglia, cambiai le pile, per quanto sembrassero funzionanti e poi.. poi mi misi davanti allo specchio.
Mi rifletteva a mezzo busto, con il contorno della camera dietro di me, uno specchio davvero imponente, con al sua spessa cornice in legno lavorato e con il vetro ingiallito dal tempo..Chissà di chi era stato prima che entrasse in casa mia.
Sembrava assolutamente normale. Ingiallito e immobile. Come sempre. E accompagnato dal profumo di rosa, il mio preferito.
Sembrava davvero tutto in ordine. Forse avevo sognato la notte precedente.
Misi le mani sulla superficie dello specchio, come una bambina speravo quasi che si sciogliesse sotto il mio tocco, ma com'è ovvio ne rimasi alquanto delusa. Era solido e freddo, come tutti gli specchi.

E tornò così la sera. Chiusi le finestre e la porta, e abbassata per bene la tapparella, mi misi a dormire.
Ero tranquilla e mi addormentai sognando: mi trovavo di nuovo in quel parco, con le nuvole che scorrevano sopra di me e il vento che spostava le fonde, nel momento del tramonto, dove tutto è calmo e immobile.
Ma vennero ancora le tre. E mi svegliai.
Tic, tac. Non la sopportavo più quella sveglia! Però per lo meno non mi lasciava sola in mezzo alla notte. Almeno, non mi lasciò sola fino a quando non smise di fare rumore.
Di nuovo lo stesso riflesso sullo specchio. Solo che nessuna luce filtrava dalla finestra, stavolta.
Previdente, avevo messo l'interruttore dalla lampada principale vicino a me. Lo premetti cercando di muovermi piano, senza far rumore. E la luce si accese.
La luce gialla che nella notte ti acceca un po', troppo forte per chi si è già abituato al buio.
Dopo alcuni momenti però riuscii ad aprire gl'occhi e a vedere ancora.
E non stavo sognando.
C'era lo specchio, sopra al comò, che vibrava, come acqua in un lago, come se un sole infrangesse i suoi raggi sulla sua superficie.Mi alzai, mi avvicinai ad esso.
Misi le mani sul vetro, lo sentii ancora solido e freddo, come il giorno prima, ma un brivido, fresco e morbido, se così si può spiegare, mi attraversò il corpo e l'anima, partendo dalle mani, si estese alle braccia, al collo, mi prese le labbra e nello stesso istante si diffuse attorno al mio cuore, e scese, fino al ventre, fino alle gambe, come acqua fluida, acqua di sorgente, fino alle punte dei piedi, fino al termine dei miei capelli...
Non staccai le mani.
Ero come in estasi, chiusi gl'occhi e non riuscii a reagire, a..
Nulla.
Immobile io, lo specchio, e questa sensazione di freddo c che mi copriva il corpo, che accarezzava la mia pelle, la bramava, la dissetava, la prendeva.
Io e lo specchio.
Io e il buio dietro alle mie palpebre chiuse.

 

25marzo, prima pagina del Boston news:
Catherine Janeare, 25 anni, segretaria di uno studio legale, è stata trovata questa mattina, in gravi condizioni nel suo appartamento.
I medici dell'Hospital di Boston sono subito intervenuti, la ragazza è stata portata d'urgenza in sala rianimazioni, ma sembra ancora in coma, la diagnosi precisa è ancora sconosciuta.

26 Marzo, rapporto della polizia investigativa di Boston.
Ventiseiesima strada, Boston. Catherine Mary Janeare, 25 anni, 1.70 d'altezza. Trovata ieri mattina, alle ore 9 nel suo appartamento di Boston grazie alla chiamata di Alex Hamilton,27 anni .
La ragazza era distesa di fronte al comò, nella propria camera, a lato del letto. Indossava la camicia da notte soltanto.La luce della camera era accesa.
Sono stati riscontrati vari ematomi dovuti ad una caduta dalla posizione eretta, nulla di grave, nessun’emorragia interna, nessun trauma riportato. Sembrava completamente integra.
Le funzioni respiratorie e il battito cardiaco erano normali.
Sono ancora misteriose le cause del decesso, avvenute intorno alle tre di stanotte al Day Hospital, dov'era stata ricoverata.

27 Marzo, Diario di Francyne
Cathy non c'è più.
Non so proprio come farò a sopportare tutto questo.
Ieri sera sono andata a prendere le sue cose a casa, sperando che si svegliasse dal coma, per portarle al Day hospital. Ho incontrato il suo ragazzo, che aveva pensato alla stessa cosa.
Sembra strano, ma ci siamo messi a parlare in casa sua, l'ho consolato, sai, lui piangeva.
Anch'io, se devo essere sincera.
Saremo stati lì delle ore a ricordare le uscite tutti assieme, poi, quando ho visto all'orologio che erano le due mi sono offerta di portarlo a casa, ma intanto che eravamo lì abbiamo preso qualche vestito di ricambio per Cathy.
Erano le tre e stavamo giusto giusto andando via, quando lui è andato fuori a parlare al telefono, mentre io mettevo il tutto in una borsa.
Caro diario, questo lo racconterò solo a te, perché altrimenti mi prenderebbero per pazza: ero appoggiata al comò, quando mi è sembrato di vedere una strana luce provenire dallo specchio. Non ci crederai, ma ti assicuro che si muoveva! L'ho fissato sbalordita per un po', poi.. te l'assicuro, lei era lì! Sìsì, era inconfondibile, proprio Cathy in camicia da notte, come l'avevo vista all'ospedale, mi stava sorridendo, voltata in dietro a guardarmi! Era in un posto tutto verde, e dietro di lei riuscivo a scorgere il sole che tramontava e addirittura della neve sulle montagne...
E' stato il suo ragazzo a scuotermi per comunicarmi la brutta notizia.. l'avevano chiamato i genitori di Cath per dire che lei.. non c'era più.
Sono triste e non riesco a non piangere..però la signora Janeare mi ha regalato lo specchio di Cathy.. lo tengo qua in camera..me la ricorda un sacco...

 

LISA BELLINI

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