LA MORALE DELLA BIRRA
di Knut

 

 

 

 

 

Questa storia, avvenne molti anni fa, all'ora io ero solo un piccolo lupo, e mio padre torreggiava su di me, come un gigante delle antiche storie del nord.

Mio padre, un uomo forte, rude, ma giusto, pretendeva il massimo da me, e mi dava il massimo.

Una mattina, mi svegliai in un frenetico andirivieni di coppieri, paggi e servi, erano tutti frettolosi ed eccitati, uno di loro, venne nella mia stanza, e disse che mio padre voleva vedermi immediatamente.

Raggiunsi i suoi alloggi, lui mi fece entrare, e mi disse che durante la notte, un grande maestro era giunto a far visita nel nostro palazzo. Disse che dovevo incontrarlo immediatamente nella grande sala. Senza farmelo ripetere due volte, corsi per i corridoi, e spalancai le porte che si frapponevano tra me e il mio obbiettivo.

Una volta giunto nella grande sala avevo il fiato lungo, ma lui ora era davanti a me, dietro un tavolo di legno massiccio, con sopra alcuni oggetti.

Senza proferire parola, il maestro prese un grosso vaso di terracotta, e lo riempì con rocce della dimensione di un pugno chiuso.

Quindi egli mi chiese se il vaso fosse pieno, ed io annuii.

Allora il maestro prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso di terracotta, scuotendolo appena. I sassolini ovviamente rotolarono negli spazi vuoti fra le rocce.

Il maestro quindi chiese ancora se ora il vaso fosse pieno, ed io fui d'accordo.

Un ghigno divertito, si dipinse sul mio volto quando il maestro prese una scatola contenente sabbia e la versò nel vaso.

La sabbia riempì ogni spazio vuoto. “Ora”, disse il maestro, “voglio che tu riconosca che questa è la tua vita. Le rocce sono le cose importanti: la tua donna, tuo figlio, la tua famiglia, la salute. Anche se ogni altra cosa dovesse mancare, e solo questo rimanere, la tua vita sarebbe comunque piena.

I sassolini sono le altre cose che contano, come il tuo regno, la tua casa, il tuo Drakkar. La sabbia rappresenta qualsiasi altra cosa, le piccole cose.

Se tu riempi il vaso prima con la sabbia, non ci sarà più spazio rocce e sassolini. Lo stesso è per la tua vita; se tu spendi tutto il tuo tempo ed energie per le piccole cose, non avrai mai spazio per le cose veramente importanti. Stabilisci le tue priorità e dedica più tempo alle cose importanti, il resto è solo sabbia”.

Dopo queste parole, il maestro si girò, e scomparve dietro una porta in fondo alla sala.

Io ripercorsi all'inverso il tragitto che feci un'ora prima, e mi precipitai da mio padre in uno stato di febbrile eccitazione per raccontargli tutto.

Dopo avermi ascoltato, chiamò un coppiere, e gli disse di portargli gli stessi oggetti che aveva usato il maestro.

Fece esattamente quello che avevo visto fare un attimo prima: prese il vaso, ci mise dentro le pietre, i sassolini, e la sabbia, chiaramente io a quel punto lo consideravo pieno,ma lui cominciò a versargli dentro un corno di birra.

Ovviamente la birra si infilò nei rimanenti spazi vuoti, e riempì veramente il vaso fino all'orlo.

Si girò, e impresse i suoi grandi occhi neri nei miei e disse:

”Non importa quanto piena è la tua vita, c'è sempre spazio per una birra!”

Quella, fu la più importante lezione di vita che mio padre mi dispensò.

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