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Colpo
di Perseo
Il Blu Vertigo teneva fede al suo nome, tutto aveva una sfumatura di blu: i
tavolini di vetro, le luci, i drink nei loro bicchieri dal fondo svasato.
Anche i capelli di Sfascio, ricci, tinti di verde chiaro, sembravano avere
riflessi azzurri lì dentro.
Il Lucido da dietro le lenti a specchio osservava la sua canotta che lo
conteneva a fatica e i muscoli in evidenza sulle braccia nude, Sfascio era
uno dei meglio pugili del giro clandestino. Pisolo seduto di fianco a lui
non gli arrivava alla spalla, per compensare la scarsa statura teneva i
capelli color stoppa sparati in alto e fermati alla base da una bandana
rossa. Tutto il contrario del Lucido che era lungo e secco, con i capelli
neri che ricadevano dietro la schiena.
La serata era iniziata uguale a mille altre, ma capirono che qualcosa non
girava quando videro che Becco il barista stava portando di persona le loro
ordinazioni al tavolino.
Becco posò il vassoio contenente due radioattivi e l'analcolico per il
Lucido, che doveva il suo nome al terrore che provava per ogni sostanza che
potesse annebbiargli la mente, e poi buttò lì due parole a mezza voce.
"Tauri, sapete chi si è fatto un gotto qui sto pome ?"
"No, chi?"
"L'Avvocato! E' tornato e dice che se la farà da queste parti per un mese
almeno."
L'Avvocato,se lo ricordavano quando erano alti un soldo e inseguivano un
pallone sotto il sole di Arcadia, prima che le loro famiglie decidessero di
trasferirsi su quel buco di formicaio, era cresciuto con loro. Ma aveva
anche studiato, mentre loro restavano a marcire tra i cumuli di scorie
ferrose lui era riuscito a farsi assumere da una delle corp. Ora era un
operativo, risolveva problemi, chiudeva bocche, faceva saltare roba, e le
poche volte che riuscivano a incriminarlo si difendeva da solo in tribunale.
Mentre Becco si allontanava Sfascio e Pisolo si erano abbandonati ai ricordi
e gesticolavano parlando dei bei tempi, il Lucido invece sembrava perso in
un sogno suo, non diceva nulla e nemmeno aveva toccato il bicchiere.
"A Luce, che c'hai?" Fece Sfascio.
Il Lucido rispose rimanendo immobile con gli occhi dietro le lenti rivolti
lontano, come se non fosse a loro che si rivolgeva.
"L'Imperatore ci sorride, malcichi, dovete sapere che ho per le mani un
colpaccio."
Detto questo sembrò rianimarsi e si piegò leggermente sul tavolo per farsi
sentire meglio.
"Ci pensavo da tempo, ma non ve ne ho parlato perchè non sapevo a chi
smazzare poi la merce. Però adesso con l'Avvocato in circolazione cambia
tutto!"
"Aprici il file, Luce !"
"Allora: giù nel terzo livello, in quell'area dove ci sono solo capannoni e
depositi merci, ho saputo che il Patata tiene un deposito di armi, tanta
roba, e pochissima sorveglianza."
"Il Patata?? E sfido che è poco sorvegliata, chi vuoi che ci provi a
sgamarlo, nessuno sarebbe così matto da accettare della roba rubata a lui!"
"Il Patata all'Avvocato gli fa un baffo."
"Si, Luce, ma a noi ci fa un buco! E poi ci ricicla come concime per le
vasche idroponiche, lo sai anche tu che è per quello che lo chiamano così!"
"NONONO. Adesso vi spiego com'è la storia: Fra un paio di giorni attracca
all'astroporto Capitan Fracassa, ci ho parlato l'ultima volta che l'ho visto
e sapete che fa la spola tra qui e Avrore, ci hanno problemi con gli ork là
e pagano bene i merc. E allora se l'Avvocato ci stà noi si preleva le armi,
teniamo per noi i pezzi migliori e lui piazza il resto. Con quei soldi ci
paghiamo il passaggio fino ad Avrore, prima che il Patata sappia chi è stato
noi siamo fuori da questa discarica di tossici, e in sei mesi da merc
guadagnamo come in cinque anni di manufactorium!"
Pisolo e Sfascio rimasero a fissarlo chiedendosi se qualcuno avesse messo
degli acidi nel suo analcolico. Fu Pisolo poi a rispondere d'impulso.
"E' un flash, ma lo farei solo per la figura che ci farebbe quel cozzaro del
Patata. Però tanto varrebbe vedersela con lui piuttosto che andare a farsi
macinare da dei mostri verdi."
"Se spari al Patata gli arbites ti chiudono in una cella e buttano la
scheda!" -replicò di scatto il Lucido- "Invece se spari al mostro verde ti
danno una medaglia, tamam? Non siete convinti razzaroli, ma pensate questo,
vi ricordate il Ciospo? Abita in quel posto assurdo dove piove l'acido dalle
tubature, tamam? Devono andare in giro con i mantelli protettivi.
Bè il ciospo pur di farsi se lo è venduto il mantello, si fa di chain
adesso, se anche gli cadesse in testa una colata di solforico non se ne
accorgerebbe.
E' così che volete finire? O volete trapanare roccia tutta la vita fino a
quando vi riciclano?? Io voglio muovermi, vedere posti dove si respira aria
vera, e le occasioni non capitano più di una volta nella vita!!"
Tentennavano, ma il Lucido lo sapeva dall'inizio che alla fine avrebbero
detto si, perchè erano come lui, perchè sapevano quanto lui di non essere
destinati a una catena di montaggio. Erano i suoi amici, i soli di cui
potesse fidarsi, beh loro e il Boia, anche lui sarebbe stato da convincere
perchè senza il suo camion non si sarebbe combinato nulla.
Ma se lo sentiva che quella era la svolta vera, che non sarebbe stata una
sparata da bar, entro pochi giorni sarebbero usciti a rivedere le stelle.
La cupola 22, terzo livello del formicaio Acropoli, nata come area di
scarico quando questo era solo una colonia penale, ora un labirinto di
magazzini prefabbricati di proprietà private. L'interno della cupola in alto
era azzurro, si poteva quasi immaginare di essere sotto un cielo, ma la luce
era fredda. Camminando tra le strutture in alluminio capitava di vedere dei
lavoratori indaffarati con dei muletti, rumori da una piccola officina,
ragazzini che avevano trovato uno spiazzo vuoto per provare dei passi con
gli skate. Ma per la maggior parte del tempo non si incontrava nessuno.
Avevano camminato nel silenzio attorno alla zona per vedere se c'erano
guardie e come previsto tutto era vuoto. Solo Firmino e Sibilo stavano a
farsela nello spiazzo davanti al deposito del Patata, Sibilo era un infame,
ma Firmino no, era sempre stato un buon amico, questo fatto escludeva per il
momento l'ultraviolenza, ma forniva la scusa per avvicinarsi.
Camminavano spediti e sorridenti, come se fossero li apposta per dare a
Firmino una notizia molto divertente, e lui gli veniva incontro seguito da
Sibilo. Da entrambe le parti i ferri restavano nelle tasche, solo Sfascio
aveva la catena visibile, legata come una cintura, ma era normale da quelle
parti.
"Lucido, vecchio sventrapapere!"
Firmino e il Lucido si abbracciarono, Sfascio senza parere si fece più
vicino a Sibilo, erano fiduciosi, a nessuno veniva in mente di provarci col
Patata.
Il sinistro fulminante di Sfascio spense la luce a Sibilo prima che potesse
mettere mano all'arma, Firmino si trovò una canna di pistola sotto le
costole, aveva capito all'istante, ma anche in quella situazione guardava
negli occhi.
"Lucido, stai facendo una razzata, se ti fermi adesso possiamo ancora
rimediare, ci parlo io con Sibilo, ma se gli porti via la roba al Patata sei
già terminato.."
"Firmino, vecchio sfasciacarrozze, non sono in trip, tamam? So quello che
faccio, fidati, e aprimi quella porta se vuoi vivere."
"Se dici che ci sei con la testa per me è çok iyi, basta che non ci
riciclate."
Mentre il Lucido trascinava Firmino alla porta e lo costringeva ad aprire
Sfascio aveva disarmato il caduto, poi lo aveva rianimato tenendolo da
dietro.
Pisolo gli si avvicinò parlando con tono discorsivo.
"Sfà, ma ti ricordi quando il Liscio aveva bisogno di tre miseri pezzi per
farsi e questo non gliel' ha voluti dare e lo ha pure gonfiato?..."
Prima che Sibilo potesse aprir bocca l'anfibio rinforzato di Pisolo lo colpì
tra le gambe, diventò verde in faccia mentre emetteva quella specie di
raglio fischiante che gli aveva guadagnato il soprannome, poi partirono i
ceffoni.
"E se viene il Patata ne avanza anche per lui!"
Intanto il Lucido aveva fatto uno squillo e il Boia era arrivato col camion,
era un ciccionazzo grande e grosso, col barbone e i capelli eternamente
unti, giubbotto impermeabile pieno di scritte e toppe, ma a parte questo ci
sapeva fare. Il camion andava con l'alcool metilico spremuto dal
riciclaggio, i gas di scarico puzzavano di cadavere, fu in quel momento che
il Lucido capì che non sarebbe tornato indietro per nessun motivo. Se anche
l'avessero ammazzato sarebbe stato comunque un modo per andarsene da lì.
Il suo umore era destinato a peggiorare ancora una volta entrati.
Il portone a scorrimento e l'area di carico retrostante erano abbastanza
larghi per sistemare il camion all'interno, richiusero la porta per non
essere visti da fuori.
C'erano le pile di casse di plastica che si aspettavano, erano ammassate
come a formare una parete divisoria. Ma dietro la parete di casse trovarono
molto di più: due file di lettini, una dozzina o più di persone stese che si
muovevano lentamente come nel sonno, gli occhi coperti da induttori di
realtà virtuale. Dei tubi erano stati piantati nei loro corpi con una
chirurgia molto sbrigativa, uscivano da sonde nel naso, nell'ombelico,
correvano verso contenitori di vetro, uno per fila, in cui gocciolava un
liquido trasparente. Era un mungitoio clandestino, raccoglievano le
endorfine che avrebbero fatto da base ai prodotti più costosi destinati alla
gente di classe, e quei disgraziati si facevano strizzare come stracci in
cambio di quattro soldi o una bustina di chain, non fu una sorpresa
riconoscere il Ciospo su uno dei lettini. Al Lucido gli venne la tristezza a
vederli, e diventava pericoloso quando gli succedeva, aveva ancora la
pistola in mano e la tentazione di mettere fine a tutte quelle esistenze
sofferenti.
Fosse stato uno dei soliti scoppiati che non escono nemmeno di casa se prima
non hanno pippato dello speedo non l'avrebbe nemmeno riconosciuta come
tentazione, avrebbe sparato e basta, spaccato tutto, mandato all'aria il
piano tirandosi addosso tutti gli sbirri del formicaio, più i soldati del
Patata.
Ma lui che scoppiato non era ritrovò in pochi istanti il contatto con la
realtà.
"Forza che c'è poco tempo! Mettete al lavoro i prigionieri e carichiamo
tutto il possibile, non perdete tempo ad aprire le casse, guarderemo cosa
c'è dentro quando saremo a destinazione!"
Era stato sul punto di dire "quando saremo a casa dell'Avvocato", ma si era
trattenuto all'ultimo, non voleva dover seccare gli ostaggi alla fine.
Caricarono anche i contenitori con le endorfine, valevano un bel bonus, i
tubi restarono a stillare sul pavimento.
"Firmì, lo sai si che seccare te e Sibilo renderebbe tutto più spiccio?
Oppure potremmo tripparvi con lo stesso chain che date a quegli alterati sui
lettini, rimarreste fuori uso per il resto della giornata."
"Lo sai che il chain ti scimmia alla prima botta, Luce, ammazzaci piuttosto
se sei così infame."
"Mi dai la parola che non cercate di fermarci e aspettate un dieci minuti
prima di chiamare il Patata?"
"Sull'onore!"
Si strinsero gli avambracci guardandosi negli occhi per l'ultima volta, poi
il Lucido andò a riaprire la porta a scorrimento mentre gli altri caricavano
l'ultima cassa sul camion. Infine sgommarono fuori, per quanto potesse
sgommare un catorcio ad alcool carico di ferraglia, e si diressero alle
rampe per i livelli residenziali, mentre il Boia guidava gli altri non
poterono aspettare e andarono dietro ad aprire i regali.
L'area residenziale Argiria era un complesso di villette da soldi situato
nel livello commerciale, 200 metri al di sopra delle cupole di superficie,
lo abitavano falsi VIP, managers e operativi delle corp inviati dal pianeta
madre, o mercanti provenienti dallo spazio esterno. C'erano lampade a
ultravioletti che imitavano la luce solare, viali puliti con fiori e alberi,
e un esercito di guardie private a presidiare le entrate. Il camion scasso
fu guardato molto male, ma i documenti avuti dall'Avvocato erano a posto e
li lasciarono passare, probabilmente proprio nelle mani della loro agenzia
sarebbero finite le armi che portavano.
Trovarono il residence del loro ospite, una cosa di lusso, il garage era
grande abbastanza per due camion come quello del Boia, avrebbero avuto tutto
lo spazio per scaricare. Cosa più importante, la gente del Patata lì non
avrebbe mai potuto entrarci.
Le armi nelle casse non erano roba da film, niente plasma o artiglieria
pesante, ma c'erano caschi, giubbe antiproiettile in tessuto inerziale,
laser, pistole, granate, tutto equipaggiamento chiaramente soffiato da
qualche deposito della difesa planetaria. Per la loro futura attività
scelsero degli antischegge delle loro misure, pistole e fucili laser che non
rischiavano di finire le munizioni, qualche bomba a mano così per gradire.
Pisolo poi si prese un lanciagranate con un paio di caricatori a tamburo, il
Boia invece trovò in una scatola di legno un fucilone da caccia grossa, un
12 mm del peso di 15 chili che solo un bestione come lui poteva portarsi in
spalla, funzionava come un fucile di precisione, ma aveva molta più
penetrazione.
L'Avvocato non era contentissimo di vedere i pezzi migliori tolti dal
mucchio, ma le due damigiane mezze piene di endorfine lo rabbonirono
all'istante e andò ad appartarsi col Lucido per trattare il pagamento, gli
altri intanto sistemavano le ultime cose.
"Il Lucido se lo limonerebbe l'Avvocato se potesse." - fece Pisolo a Sfascio
- "Si è fissato con la menata dell'amico d'infanzia, ma non vede che adesso
ci tratta tutti dall'alto in basso come se fossimo dei fulminati qualunque?"
"Ho visto.. tiene stampato in faccia il sorriso professionale, ma sta ben
attento a non farsi toccare, si sa mai che lo sporchiamo. E poi parla a
frasine semplici, come se credesse che non sappiamo l'Arcadiano, un tordo,
speriamo che Luce non si faccia deprogrammare sul prezzo."
La maggior parte del pagamento fu versato direttamente nel conto di Capitan
Fracassa, in cambio la stampante del terminale domestico sputò fuori una
serie di documenti, più una carta di credito della gilda dei navigatori
valida in tutto l'Imperium, il Lucido intascò tutto e infine secondo le
regole l'Avvocato offrì il rinfresco.
Aveva fatto le cose in grande, dopo la guerra tiranide la tagliata di
chianina arcadiana era diventata una rarità, per non parlare del bruscone di
Montello, ma c'era anche un vassoio con canne di lho, inalatori monouso
caricati a speedo e quelle paste chiamate lacrime di sangue, che raramente
si vedevano nei livelli sotto.
Il sorriso statico dell'Avvocato si incrinò un attimo quando si accorse che
nessuno dei quattro si era buttato ad artigliare quella roba fina, il Lucido
rispose senza parole con un altro sorriso più triste.
Cosa si credeva quello, i suoi tre soci se li era scelti tra tanti proprio
perchè non si erano mai sparati nulla, dei fattoni non avrebbero mai
lasciato il formicaio, anche con tutta la Patata Posse dietro sarebbero
rimasti perchè la necessità di procurarsi ogni giorno la roba li avrebbe
legati meglio di qualsiasi catena.
Loro invece erano liberi di aprire le ali e volare verso le stelle, dove
l'Avvocato non avrebbe potuto seguirli legato com'era a tutte le sue
fighettate con cui cercava di assomigliare a quelli che avevano il potere
vero.
Finito il rinfresco tornarono al garage in silenzio, non erano ancora usciti
dalla casa dell'amico di una volta, ma l'ultimo ponte tra lui e loro era
ormai tagliato, restava solo da fare l'ultimo passo verso l'uscita.
Il rottame del Boia rimaneva lì, la loro parte di armi la caricarono nei
portapacchi delle due moto che avevano tenuto pronte per l'ultima parte del
piano.
Indossarono caschi e giubbotti inerziali, Pisolo era alla guida della prima
moto incastrato tra il manubrio e la mole del Boia dietro di lui, il Lucido
sistemò una pistola laser compatta in una tasca interna e salì sulla seconda
dietro a Sfascio che stava già scaldando il motore.
Partirono senza un cenno di saluto lasciandosi dietro una nuvola nera di
petrochem, l'Avvocato sospirò di sollievo e tornò ai suoi affari.
La prospettiva Minerva attraversava tutto il livello commerciale dritta come
il filo di una katana, tutti la chiamavano Il sentiero dorato, con una
espressione propria dei navigatori, perchè alla fine della strada si trovava
il complesso della Gilda da cui i RAMshuttles salivano e scendevano dalle
navi attraccate alla stazione spaziale Nova2.
Era una lunga corsa, ma le ruote divoravano il terreno e tutto stava andando
duzgùn, procedevano in una formazione quasi militare, con la moto di Pisolo
davanti e quella di Sfascio indietro e spostata sulla destra per non
intralciarsi, alla loro sinistra uno sbarramento a dispersione di energia
cinetica li separava dalla corsia del senso opposto.
Mentre Sfascio guardava avanti il Lucido teneva gli occhi sul retrovisore,
fu il primo a vedere avvicinarsi il fuoristrada col tettuccio apribile, un
mezzo molto comune sul pianeta madre, ma non in un formicaio scavato dentro
un sasso privo d'atmosfera.
Senza dire nulla tirò fuori la pistola e con l'altra mano strinse la spalla
a Sfascio, questo senza girarsi mise a manetta e segnalò col faro agli altri
due davanti a loro.
Il Lucido girato indietro attendeva che gli inseguitori arrivassero a tiro,
grazie all'intensificatore di immagini compresso nelle lenti a specchio
poteva già vedere gli occhi della ragazzina alla guida, treccine rosso
fragola, chiaramente strafatta di speedo, una piastra d'acciaio fissata
davanti alla botola del tettuccio avrebbe parzialmente coperto il tiratore
seduto di fianco a lei.
Il tipo tolse la sicura alla pistola mitragliatrice e scattò fuori dalla
botola come una molla con un sorriso gioioso, i laser del Boia e del Lucido
lampeggiarono all'istante verso di lui, ma la macchina stava già scartando,
comunque anche la sua raffica andò a vuoto.
Un impulso laser che viaggia alla velocità della luce non può essere
schivato per reazione, l'unica è iniziare a spostarsi un attimo prima che il
grilletto venga premuto, ma la pupattola malefica sembrava sapere sempre in
anticipo quando avrebbero sparato.
Comunque prendere la mira da moto in corsa che sbandavano per evitare le
raffiche non era facile, Sfascio si era buttato a sinistra quasi addosso al
guardrail, mentre Pisolo si era portato sul marciapiede a destra scheggiando
tra la gente in panico davanti alle vetrine dei negozi alla moda. Un tizio
con un gran pacco di cartone si prese in petto una palla vagante, ma se non
era capace di schivare lo meritava, il Lucido si stava divertendo,adrenalina
alle stelle sparava alla budda urlando come se fosse in una sala giochi, il
ricordo di essere seduto su di un portapacchi pieno di bombe a mano pronte
ad esplodere non lo sfiorava nemmeno. Un proiettile strappò frammenti dal
suo antischegge, non sentì la botta, non sentiva nemmeno le urla dei
passanti coinvolti nella loro sparatoria, era invincibile.
L'assurdo era che anche quelli del fuoristrada avevano l'aria di divertirsi
un mondo, eppure era una situazione di stallo, tutti sparavano praticamente
solo per impedire agli avversari di prendere la mira. L'astroporto alla fine
del sentiero dorato era già visibile, si iniziavano a sentire le sirene
degli arbites. Un flash attraversò la testa del Lucido, subito voltò le
spalle agli inseguitori e urlò a Sfascio attraverso il casco.
"Sfà stai attento davanti a noi, porkimperatore!!"
Il secondo fuoristrada si materializzò in velocità da una laterale a destra
tagliando loro la strada, non pensavano che sarebbero riusciti ad
organizzare un agguato simile in così poco tempo, ma se il Patata era
considerato il meglio fico del bigoncio c'erano anche dei motivi.
La differenza tra riuscita e fallimento è sempre fatta di centesimi di
secondo, se Sfascio e il Lucido fossero ancora stati concentrati sul
fuoristrada alle spalle sarebbero stati centrati dal muso di quello davanti
a loro, e il tiratore che stava spuntando dalla botola avrebbe investito con
una raffica Pisolo e il Boia che gli stavano passando dietro.
Invece con quell'attimo di precognizione in più Sfascio riuscì a scartare e
sgusciare a pelo tra il muso della macchina e lo sbarramento della corsia,
il tiratore uscì giusto in tempo per fermare con la faccia l'impulso laser
partito dalla pistola del Lucido.
Dal finestrino del passeggero spuntò un fucile a pompa, la rosa di
pallettoni li prese a metà e alcuni gli si piantarono nella gamba, ma era
troppo in high per sentire dolore, erano passati.
Il secondo fuoristrada ora era in mezzo alla strada di traverso, il tiratore
ancora penzolante a metà fuori dalla botola come una bandiera, sembrava che
il primo, in arrivo da dietro, dovesse entrargli nella fiancata, ma la
ragazzina riuscì a fermarsi con un testacoda spettacolare finendo a
direzione invertita e subito infilandosi nella laterale da cui era uscito
l'altro, sfuggendo così agli arbites in arrivo.
"Ma da dove l'hanno tirata fuori quella lì ??"
C'erano questioni molto più urgenti di quella domanda; erano arrivati
davanti all'entrata principale dell'astroporto, ma con tutta quella
confusione le guardie avevano abbassato la sbarra e li stavano mirando con
dei fuciloni minacciosi, non era il caso di entrare da quella parte. Il
Lucido fece segno a Sfascio di prendere la curva a gomito a sinistra, Pisolo
li seguì subito,curvarono a mille inclinando le moto fino a sbucciarsi le
ginocchia sull'asfalto, passando in velocità davanti alle guardie lungo la
strada che costeggiava il complesso. Le macchine degli arbites stavano
spuntando dalle laterali a sinistra, era necessario trovare un'altra entrata
prima di finire blindati proprio davanti alla meta.
"TRASGRESSORI NON CI SARANNO ALTRI AVVERTIMENTI FERMATEVI O APRIAMO IL FUOCO
..."
Un blindato arbites stava arrivando verso di loro in contromano, ma sulla
destra si vedeva un garage di carico aperto, si trattava solo di vedere chi
sarebbe arrivato prima.
Si infilarono dentro in scivolata un attimo prima che il blindato li
speronasse, Sfascio riuscì anche a fermare la moto prima di cappottarsi, ma
Pisolo e il Boia finirono contro la parete opposta, finalmente il Lucido si
ricordò delle bombe nei portapacchi, vide la sua vita passargli davanti agli
occhi.
Circa a tre quarti del film notò che non succedeva niente, il Boia si era
rialzato e stava sollevando la moto, Pisolo a terra bestemmiava i santi.
Il Lucido si tolse il casco e lo gettò a terra con forza tale da incrinarlo,
aveva un ginocchio aperto e tre pallettoni nell'altra gamba, cominciava a
sentire il dolore, era vivo.
"... A TERRA CON LE MANI DIETRO LA TESTA ALTERATO !!"
Gli arbites erano entrati e li stavano circondando a fuciloni spianati,
misero le mani dietro la testa come ordinato, il Lucido aspettava da tutta
la vita di poter dire quel che stava per dire.
"Sucamelo animanera, siete fuori giurisdizione, la gilda dei navigatori è
extraterritoriale e noi facciamo parte dell'equipaggio della Cometa
Danzante, di proprietà del capitano Fracassa.. e quel che trasportiamo sulle
moto è carico della nave.. i documenti stanno qui nella tasca della mia
giubba..."
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