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La Perla dello Shasbet

Xcadris, la perla dello Shasbet… un tempo… Ora città di rovine e di folli. Macchiata delle più orribili atrocità e governata dal Profeta della Fine di Tutti i Tempi, un folle cultista di Armageddon.
Nessuno osa viaggiare nelle terre dell'Acceccante, come viene chiamata dai nomadi che se ne tengono bene alla larga, poiché il candore dei suoi palazzi distrutti e delle sabbie che la circondano, riverbera al sole di Maat come uno specchio incandescente. Questo dovuto all'influenza del Nulla, l'anticreato, una nebbia biancastra che consuma tutto ciò con cui viene in contatto. Ma come è accaduto che Xcadris cadesse così in basso in questa torbida follia? Essa che era esempio e luce nell'antiche Epoche dello Shasbet.

Dal "Tesori nascosti e misteri del vecchio Shasbet" di Chester Cobberpot della Corporazione dei Cacciatori di Teste, congregazione dei Cercatori di Tesori.

CREDIT:Antonino Galimi

Nascita delle Grandi Blasfemie

Voce 2

Xcadris, la Perla dello Shasbet. Essa era una delle più ricche città di tutto il continente. Gli dei la benedicevano poiché in essa vi era l'unico santuario, insieme a quello di Babilonia, dove si veneravano tutte le divinità.
Il Sacro Pantheon Elementale di Xcadris era rinomato tra tutti i culti e numerosi erano i pellegrinaggi che si muovevano dalle varie città-satellite per raggiungerlo e pregare lì gli dèi, innanzi alle stesse statue-reliquie degli antichi Guardiani del Creato che in quel santuario erano, si diceva, inumati. Molti dei più potenti patriarchi e matriarche di Babilonia andavano alla Città Radiosa, Xcadris, per cercare la via verso gli dèi.

In questi luoghi il fanatismo religioso era più morigerato e molti culti utilizzavano la Città di Perla come sede neutrale per dirimere molte loro discussioni interne. Poca era la violenza che si trovava in questo luogo e intorno alle sue mura il benessere sociale si dimostrava in una discreta pace militare e religiosa. Lo stesso imperatore di Babilonia possedeva qui un palazzo dove amava passare i mesi più caldi dell'anno e dove si intratteneva in sontuose feste con il re della città ed i suoi colti aristocratici. I bazaar erano floridi e da tutto lo Shasbet giungevano mercanzie costose e raffinate, dato che era uno dei pochi mercati dove ci si poteva permettere di comprare ogni bene. L'agricoltura era prospera, così come gli allevamenti, fonti d'acqua rigogliose si trovavano nelle vicinanze e all'interno della città, probabilmente dirette dal Mondo Elementare dell'Acqua. Le fornaci avevano materie prime eccellenti da cui forgiavano utensili e armi eccelse. La terra rigogliosa, le stagioni miti grazie alla protezione degli elementi.

Tutto sembrava dare a questa città un senso di perfezione, anche se probabilmente era a causa di una serie di nexus e lynes di potere di ogni elemento astrale e naturale che l'attraversavano. Le malelingue dicevano che Babilonia era la capitale solo perchè Xcadris era troppo ricca per permettersi i poveri che una megalopoli avrebbe attirato. Ma non vi era mai realmente invidia tra gli Imperatori dell'Immortale e i re della Città Radiosa.

Purtroppo, anche le storie più belle sembrano non avere mai un lieto fine in questa terra... e Xcadris nella sua raggiante bellezza cadde nella più profonda delle disgrazie, la follia la colse e i signori della Città di Perla impazzirono e il Culto della Fine di Tutti i Tempi risorse potente. Qui si dice iniziò il Secondo Risveglio di Armageddon il Titano del Nulla, l'Anticreato, colui che porterà la Fine del Tutto. Non si sa cosa successe, ne si sa per quale motivo Xcadris cadde in rovina, i suoi alti palazzi di perla crollarono, i suoi saggi impazzirono, i suoi sacerdoti divennero blasfemi ed essa divenne il cuore del male più profondo e abissale. L'Impero mandò i suoi eserciti e la rase al suolo più e più volte, ma mai riuscì completamente a distruggerla perché il Nulla si nasconde nelle anime meno salde e attende che il debole gli apra il proprio animo, attende il blasfemo che si lasci infettare dall'antichissimo Morbo Bianco della Nebbia Perlacea che lentamente consuma ogni essere.

Dal "Nascita delle Grandi Blasfemie" di Pater Sargon Arigash, Capocorporazione dei Simbolisti della Sacra Gilda dei Sapienti di Babilonia

CREDIT:Antonino Galimi