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L'Ombra del Cielo

L'Ombra del Cielo

Canto Popolare

Voce 1

"Oh Nemu che nasci da misteriosi celesti grembi,

Oh Nemu che nascondi i tuoi luccicanti occhi,

Sfuggente tra i raggi degli sperduti nembi,

Eterna come le carte dei Tarocchi.

Nei cieli sfuggente come un ceruleo pensiero,

Infingarda e feroce, ti nutri di risa sguaiate e parca saggezza,

Dalle tue bianche torri il tuo gonfalone si erge più fiero,

Poichè niun nemico potrà mai giungere alla tua folle altezza.

Oh Nemu divisa, ma sempre salvezza!

Oh Nemu che togli ogni amarezza!

Sarai sempre nido ed io tuo Sparviero!"

Canto popolare di Nemu,
si dice scritto dal Pirata Poeta chiamato 'Lo Sparviero'


CREDIT: Antonino Galimi

Nemu, Meraviglia dei Cieli

Voce 2

Nemu la Città del Cielo, la Città-Stella, l'Altissima, l'Irraggiungibile.

Creatasi millenni addietro da una misteriosa esplosione elementale che ha generato un'intero arcipelago di gravitopietra volante, è stata per molto tempo disabitata finché una congrega di Bibliotecari-Filosofi, gli Gnoseosofi, che rifuggono ogni tipo di violenza, vi si stabilì creando una città perfetta e umanamente illuminata. L'idillio durò diversi secoli poiché Nemu era difficilmente raggiungibile, ricca di materie prime e sostentamento ed estremamente pacifica.

Un giorno una flotta di galeoni volanti sbarcò sulla 'Pacifica', come veniva chiamata Nemu all'epoca, e la loro guida, il Capitano Hendrick Van der Decken conquistò facilmente la città volante. Seguirono anni di schiavitù e vessazioni in cui le streghe dei cieli e le sirene al servizio di Decken, trasformarono l'utopia nemuana in un incubo di dolore. Navi pirata usavano i porti volanti di Nemu per depredare tutto lo Shasbet e poi rifugiarsi inpunite a spartirsi i bottini. Lo stesso Impero babilonese dovette armare diverse legioni e fare guerra alla Città del Cielo, senza riuscire pienamente nell'impresa fino a quando i sette attendenti di Decken non lo tradirono e uccisero, facendo in tal modo un patto di tregua e guadagnando lettere di corsa imperiali. Il dominio politico venne ridato al Concilio degli Gnoseosofi, mentre gli 'Audaci Trasvolatori', i vecchi pirati trasformatisi in spregiudicati trafficanti e liberi mercanti, ebbero la concessione di rimanere su Nemu per occuparsi delle questioni più pratiche ed economiche.

Da "Nemu, meraviglia dei cieli" di Filippes Hoggs libero viaggiatore della Corporazione dei Trascorsi

CREDIT: Antonino Galimi

Nemu

Voce 3

Dalle pendici dei Monti Dormienti si ammira il “Grande Arcipelago Fluttuante”, la città di gravitopietra, Nemu, sospesa sulle sabbie del Nero Deserto dello Shasbet.

La città è un crogiolo di culture e tradizioni marinaresche. Qui in base all'isola dove ti troverai, potrai trovare i peggiori bucanieri, contrabbandieri e le merci legali ed illegali provenienti da qualsiasi luogo. Nonostante la democratica e fine repubblica che gli Gnoseosofi reggono, gli abitanti dell’arcipelago hanno un temperamento piuttosto discontinuo e non è raro che semplici conversazioni si trasformino in sanguinose risse in molte delle isole minori.

Qui si trovano numerosi astrologi, astronomi e profeti: una delle più singolari profezie sosteneva ciò che avvenne il giorno della “Battaglia della Grande Eclissi”

…una notte il cielo risplenderà, un uragano spazzerà Nemu radendo al suolo i suoi palazzi, il tempio di Rann verrà dissacrato e la città dell’Elemento Naturale dell’Aria si disperderà nel vento”.

Così forse è stato, difatti i racconti e le dicerie affermano che la terra di Nemu non sia tutta nelle cinque isole principali, e che molte parti minori dell’arcipelago si trovino disperse, tra cui la tetra Crànea e la famigerata Tortugas, il Cartello dei Liberi Pirati, croce della marina volante dell’Impero babilonese. Il Cartello, si dice sia comunque ben insediato a Nemu e che la Città dei Venti, sia la ricca posta per la “Corsa dei Re Pirati”, una guerra che si sta svolgendo da decenni tra le ciurme più famose e letali dei cieli dello Shasbet, una guerra di cui l’Impero non ne vuole sapere nulla, lasciando serenamente i contendenti ad ammazzarsi tra loro…

Tra le ciurme più famose attualmente imperversa quella di Sindibad il “Flagello dei Cieli” capitano della “Perla d’Oriente” forse la più sontuosa nave volante del mondo, e la tremabonda “Castigatrice” del temuto Capitano Edward Thatch detto il “Barbanera”. Ma nessuno osa contrastare i Sette Capitani Pirati, coloro che governano Tortugas e, si dice sommessamente, tutta la magnifica Città del Cielo.

Pantheon protettore: Aria
Satrapo: Concilio degli Gnoseosofi, abilitato dall'Impero Nero ad amministrare la Città.
Ordinamento Politico: Repubblica fedele al Nero Impero Babilonese
Superficie: 800 kmq (divisi in varie isole fluttuanti di gravitopietra)
Popolazione: Nemuriani - 2.240.000 abitanti. Non Morti 30%, Ornitoidi 20%, Umani 15%, Orchi 10%, Elfi 5%, Elementali dell’Aria 10%, altre 10%.
Squadra di Exoball della città: I Filibustieri Volanti
Gilde e Corporazioni Presenti
Legione XLVII Legio Tifonis - Legione dei Venti
Burocrati [Non presenti poiché la legge viene amministrata dagli Gneosofi sul momento o dai pirati sul posto...]
Cavalieri Cavalcavento Nemuriani
Fabbri Forgiacristalli Elementali
Gladiatori Atotleti del Grande Gymnasium
Guardiavia Corridori delle Correnti
Gilda dei Sapienti Alta Chiesa dell’Aria
Divinatori Cercatesori Sacri
Sacro Ordine Templare
Simbolisti Ornamentisti delle Brezze
Templio-Laboratorio
Teurghi [Non è presente la corporazione poiché tutti i Sacerdoti dell’Aria acquisiscono +1 Punto Ritualistica per ogni livello di incantesimi posseduto]
Onorevole Gilda Mercanti Liberi Contrabbandieri (non completamente affiliati alla Gilda di Babilonia)
Cacciatori di Teste [Non presente, poiché ritenuto un lavoro da vigliacchi dai Pirati]
Cerusici Hermitici Averroè
Duellanti Liberi Corsari
Mercenari Cannonieri Prezzolati
Sicofanti Sussurri nel Vento
Accademia dell’Antica Magdum Alta Accademia di Aereomanzia
Alchimisti Fattucchieri Ambrati
Bibliotecari Gnoseosofi minori
Brandomanti Brandi del Vento
Elementalisti [Non è presente la corporazione poiché tutti i Maghi dell’Aria acquisiscono +1 Punto Ritualistica per ogni livello di incantesimi posseduto]
Esoteristi Graffiti delle Brezze
CREDIT: Antonino Galimi

Precipitati

Voce 4

I 'Precipitati' sono coloro che inavvertitamente o meno, cadono dall'arcipelago di Nemu. Molti muoiono sfracellandosi al suolo. Altri miracolosamente si salvano cadendo su Port Imperial, un grande insediamento mercantile sul Mar degli Antichi, dove vivono molti di coloro che vorrebbero trasferirsi a Nemu e che attendono l'occasione giusta per poter raggiungere ancora il cielo.

A pochi è consentito l'accesso all'Altissima ed ancora a meno la permanenza in essa. Capita a volte di incontrare per strada dei 'Clandestini', coloro che vivono a Nemu senza averne il 'Permesso di Bordo', e che vengono scagliati 'Fuori Bordo', giù dall'arcipelago. Quasi tutti i nativi se lo fanno tatuare sulla pelle fin dalla più tenera età, per i viaggiatori o i visitatori è il bene più prezioso, perdere il Permesso di Bordo o farselo rubare è sinonimo spesso di morte per precipitazione...

Chi è preposto al controllo sono i 'Nostromi dei Cieli', solitamente legionari molto tranquilli, ma può capitare anche che gruppi di pirati siano designati di tale titolo e alticci insistano per verificare il possesso del Permesso e defenestrare il malcapitato che non lo ha con se o non è abbastanza veloce a mostrarlo. In caso di perdita del Permesso ci sono due modi per recuperarlo: o iniziare una lunga trafila presso la Gilda della Legione dei Venti, pagando un piccolo contributo e rischiando nel contempo la precipitazione o comprarlo a caro prezzo presso i Liberi Contrabbandieri, la corrotta e piratesca Gilda Mercanti di Nemu. Sperando nel contempo di non essere trovati da qualche ligio Nostromo.

Da "Nemu, Meraviglia dei Cieli" di Filippes Hoggs libero viaggiatore della Corporazione dei Trascorsi

CREDIT: Antonino Galimi

Aviovelieri

Voce 5

I venti sospingono le grandi vele delle Aereonavi zavorrate di graviopietra e abili capitani guidano gioielli di ingegneria avionavale che si librano nel cielo come gli antichi dragoni delle leggende.

Ogni avioveliero è solitamente un pezzo unico, costruito spesso sul relitto di uno vecchio e dismesso oppure preso in ostaggio dai pirati durante un'arrembaggio. Poiché la graviopietra è preziosa, rara ed oramai introvabile. Quindi è molto difficile che possano essere costruite nuove aereonavi partendo da zero. Anzi esiste un vero e proprio archivio dove sono elencati tutte gli Aviovelieri esistenti o che sono andati perduti. Ogni aereonave è formato da un equipaggio più o meno numeroso, ma necessita sempre di diversi marinai, alcuni ruoli specifici più o meno necessari in base alla grandezza del vascello, un capitano, un nostromo, un quartiermastro e di un astronocchiero, un mago specializzato sulle mappe stellari e nell'utilizzare la graviopietra che permette ai galeoni di volare.

Si dice che i Sette Capitani Pirata, i signori della nascosta isola di Tortugas, inoltre possiedano il 'Dono del Navigatore', un potere che gli permette di teleportarsi insieme alle loro navi ovunque essi desiderano, divenendo così impossibili da catturare o fermare utilizzando metodi canonici.

CREDIT: Antonino Galimi

Caelis Dominor

Voce 6

"Canaglie, yotru di sentina, sacchi di grasso watali! Issate l'ancora e attenti al beccheggio dell'aria! Sollevate quelle vele! Forza con l'abbattuta! O prendiamo il vento ora o non si salperà per le prossime tre ore! Tempo ch'io passerò a prendervi a calci nel deretano! Vomito di X'Croi che non siete altro! Abbrivate con le vele di supporto! C'è bullesumme oggi, scimmie volanti, preparatevi a ballare! Ha ha ha!"

Il nostromo urlava gli ordini correndo avanti ed indietro sul ponte, mentre gli avionai, come erano chiamati i marinai delle avionavi, i quali comunque preferivano il termine legato al mare, correvano da una parte all'altra, salendo sui pennoni e tirando le cime.

Di fianco al capitano, che teneva saldamente il timone tra le mani, vi era l'astronocchiero, un giovane daemonita dalla pelle violacea, aveva le mani giunte sopra la sfera di comando, una palla di ossidiana che si collegava, tramite una lunga asta che scendeva verso il basso, alla graviopietra posizionata lungo tutta la chiglia interna della nave. Gli occhi gli brillarono di un grigio intenso, poi un forte scossone fece quasi perdere l'equilibrio a tutti e l'aereonave, un acazion, un piccolo veliero, che era rimasto in alaggio per qualche tempo, finalmente si sollevò.

Un forte: "Horrà" come era tradizione alle partenze, si alzò dall'equipaggio. Il bacan, capitano nel dialetto portuale, fissando l'orizzonte, virò a tribordo, e azionò la leva d'ascensione e il "Caelis Dominor" si alzò verso la sua misteriosa rotta.

Gli yotru sono piccoli roditori.
I watali sono grossi mammiferi volanti simili a balenotteri.
Gli X'Croi sono i vermi giganti del deserto.


CREDIT: Antonino Galimi

Aeronavi, Aviovascelli, Aviostrati, Aerobiplani, Graviogaleoni

Voce 7

Il Nealbatross era un aereovascello atipico rispetto ai canonici mezzi a gravitopietra. Il suo capitano e costruttore, Robur, era uno scienziato di incredibile ingegno, ed aveva interamente costruito un eliveivolo a propulsione elettrica che traeva la propria energia dall'atmosfera stessa. Centinaia di eliche gli permettevano un controllo completo del volo, con una velocità non comparabile a quella dei più rapidi tra gli avioscafi, ma comunque capace di tener testa ad un graviogaleone.

Robur, si racconta nelle taverne di Nemu, era un esule, proveniente da un tempo più antico e con in mano i segreti dell'Alta Scienza. Il suo Nealbatros era una meraviglia tecnologica, difficilmente replicabile sia per la penuria dei materiali necessari, quanto per la chiusura del suo inventore verso qualsiasi consorzio sociale. Inoltre a parte i palloni aviostrati a propulsione elementale e gli aereobiplani utilizzati a Babilonia, vi erano pochi mezzi completamente tecnologici che riuscivano a mantenersi per molto tempo funzionanti, a causa della difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio. Le leggende narrano delle 'Fortezze Volanti Imperiali', residui atavici dell'Epoca del Dolore, usate da Uri per spostarsi ovunque nel continente.

Corazzate volanti a propulsione atomica, letale eredità di un tempo infausto e crudele. Probabilmente ora rottami abbandonati tra le sabbie radioattive delle Libere Lande della Dannatio.

Da "Aereonavi, aviovascelli, aviostrati, aereobiplani e graviogaleoni" del Colonnello Capitano Von Richtofen

CREDIT: Antonino Galimi

Calico e Kidd

Voce 8

"Vi è solo un modo per ritardarlo: Far entrare in risonanza i 'Doni del Navigatore' in modo che non possa saltare direttamente su Nemu!"

Calico aveva lo sguardo molto serio mentre parlava. Kidd buttò a terra il sigaro che stava fumando e sputò

"È un dannato suicidio! Barbanera scorticherà vivo ogni uomo e donna della tua nave e con la tua pelliccia ci farà un fottuto tamburo!"

Calico sorrise. Kidd riconosceva lo sguardo di chi bramava un'impresa impossibile e sapeva che non sarebbe riuscito a convincere l'amico a desistere

"Vai al diavolo Cal! Sei pazzo come un tawarr! Quel tuo cervello di gatto è marcito per il troppo vento che spira tra un orecchio e l'altro! Maledetto me che ti seguo in queste imprese di sterco! Ben che ci vada, prima ci rovina che neanche le nostre madri ci distingueranno da due pitali della peggior bettola del molo otto, e dopo, minimo ci fa arrestare! Ricordi che è lui che comanda la legione a Nemu e scarica chiunque lo infastidisca alla bastardissima 'Fortezza Corsara' a stagionare come prosciutti di watali! E poi...",
continuò Kidd,
"Se tu ostacoli il suo dono, neanche il tuo ti permetterà di teleportarti in salvo! Amico! Non credevo ti puzzasse così tanto la vita!"

Calico alzò una mano, come per calmare l'altro Capitano Pirata:

"C'è il 'Patto dei Sette', non può uccidermi..."

Kidd lo interruppe subito saltandogli sulla voce:

"Si... certo... come no! Come abbiamo fatto noi con Fokkes! Il patto è una truffa! Si aggira in mille modi! È un suicidio Cal! Tanto vale che infili la testa in un secchio di piscio e t'affoghi!"

Calico continuò imperturbabile, sempre col suo miglior sorriso:

"... direttamente lui. Che ci provino gli altri. Il dono ci ha dato lunghe vite, ma far sedere al 'Tavolo dei Capitani' Barbanera, vorrebbe dire non vivere più come vogliamo noi! Il Re di Cranea è tornato! Dobbiamo fermarlo! Barbanera invece lo vuole liberare completamente. Dobbiamo ostacolarlo ad ogni costo! Altrimenti il nostro sogno, Tortugas, morirà e noi tutti diverremmo uomini e donne senza un motivo di vita! Tortugas è più di un'isola volante! Più di bandiere nere e canzoni piratesche! Tortugas è un simbolo! Un faro di libertà in questo mondo di favori ed inganni! Ed io per Tortugas ho sacrificato secoli di vita e se potrò vi sacrificherò l'eternità della mia morte!"

Kidd aveva gli occhi lucidi, abbracciò l'amico di mille scorribande e disse:

"Va bene fratello mio, va bene... come sempre hai ragione da vendere... si farà come tu dici!"
CREDIT: Antonino Galimi

Cránea

Voce 9

"Cránea è piena di tesori come un otre d'olio rotriano! Scrigni, gioielli, piastre, gemme! Sono secoli e secoli che ogni pirata prima di morire va alla ricerca dell'isola del teschio e ci sotterra il suo oro! Basta trovare il modo di aprire il 'Ponte Maledetto' e capire dove si trova, armarsi di un badile e un piccone ed il resto è fatto!

Tutta discesa amico mio! Io ho già un contatto!

Un pirata mi ha promesso un pezzo della 'mappa maledetta', quella che serve per aprire il ponte! Capitan Guglielmo detto lo Sguercio! Una persona di chiara fiducia!

Mi aspetta sull'isola di Riqueza e ha anche i nomi di capitani che posseggono altri pezzi!

Questa impresa sarà veramente come bere un bicchiere di grog fiumarolo! Ricchi oltre ogni possibile immaginazione amico mio!"

Discorso di Chester Cobberpot, Cercatore di Tesori, al suo allievo Jimbo.

CREDIT: Antonino Galimi

Maredetti

Voce 10

Gli 'Uomini o Donne Maledetti' o volgarmente chiamati i 'Maredetti' sono creature che sono morte su una nave, sia di mare che di cielo, mentre erano al servizio di un capitano che ha stretto un patto daemoniaco o stregonesco per cui anche il suo equipaggio ha subito la sua maledizione.

Anche chi muore su terra maledetta subisce la stessa sorte. Divengono una sorta di non morti con poteri magush colmi di odio verso chiunque.

Molti impazziscono cercando solo carne vivente da sbranare. Pochi mantengono una coscienza, ma empi di malvagità e potere. Lo stato di 'Maredetti' li porta ad una sorta di immortalità, si possono uccidere e fare a pezzi, ma riusciranno sempre a rigenerarsi e tornare integri nonostante le ferite o lo stato di decomposizione che i nella maggior parte degli 'Uomini Maledetti' continua per sempre.

Per spezzare la maledizione a volte basta uccidere il loro capitano, ma non è mai così semplice...

Famoso per terrorizzare i bambini dei marinai nelle cupe favole della notte è Griswuld l'Uomo Maledetto, uno stregone che da vivente era al servizio del terribile Re Pirata Hendrick Van der Decken.

CREDIT: Antonino Galimi

L'arcipelago di Nemu

Voce 11

Le leggi di Nemu non sono molte, poichè gli Gnoseosofi preferiscono che ognuno sia in grado di vivere armoniosamente con gli altri.

E fin qui problemi non ve ne sono se si vive sull'isola di Eirene, malamente chiamata dai nemuniani 'Hipocres', dove hanno casa il 'Concilio dei Savi' e i più importanti Gnoseosofi, completamente distaccati dalle faccende terrene e persi nei loro astrattismi.

Anche sull'isola di Phylakè, chiamata sommessamente dal popolo 'Injusticia', dove ha sede la Legione e gli uffici burocratici, non vi sono molti problemi, se non a volte scaturiti dalla Legione stessa guidata dallo s pietato Praefectus Thatch: uno dei Sette Grandi Capitani Pirata che è riuscito a far, inspiegabilmente, carriera e che sbatte chiunque non gli vada a genio nella prigione senza uscita della 'Fortezza Corsara'.

L'isola di Iera o popolarmente chiamata 'Santitad', è dove sono costruiti gli edifici religiosi, anche se il culto dell'Aria non ne necessita realmente, ma i meravigliosi templi naturali rendono la comunicazione con le divinità più semplice, come è palpabile il potere che essi trasmettono. Qui vi sono i pochi sacerdoti di Nemu, spesso anch'essi dediti alla pirateria o al più profondo misticismo.

L'isola di Makheja, detta 'Brujehria', è popolata principalmente da usufruitori di magia arcana, malvisti da ogni altro abitante di Nemu... poiché la superstizione è potente tra i navigatori. La necessità di aver un astronocchiere su ogni aereoveliero non toglie comunque al popolo la ferrea convinzione che i maghi portino una nera e indicibile sfortuna.

Ma dove la legge è veramente impossibile da gestire e dove vigono le più storiche tradizioni piratesche è nell'isola di Krisos, chiamata volgarmente 'Riqueza' e così meglio conosciuta. Tutto il commercio del mercato comune e 'nero' si svolge su questo atollo: qui la Legione tende a non essere particolarmente presente, i crimini di primo e secondo grado non sono perseguibili e vige l'onnipresente legge del 'Parlè'.

La tradizione del 'Bastone del Capitano' è una regola, per cui spesso anche gli stranieri preferiscono vestire alla moda piratesca per evitare di essere scambiati per viaggiatori e dover mostrare costantemente il 'Permesso di Bordo' o subire angherie riservate ai non nemuniani.

Voci che è meglio non fomentare parlano anche della tremabonda Kranos, l'isola perduta e maledetta, conosciuta meglio col nome di Cranéa, dove i Sette Grandi Capitani Pirata uccisero il folle Re Pirata.

Invece, è meglio non chiedere mai dell'isola dei Signori dei Pirati: Tortugas, la sede sconosciuta della Vrijbuiter, la Corporazione Minore della Filibusta. Casa dei bucanieri, luogo fuori dalle leggi imperiali, abitata dai peggiori tagliagole dello Shasbet, in cui se si mette piede vuol dire solo due cose: o sei un criminale o stai per subire un grave crimine...

Dall'addenda a "Nemu, meraviglia dei cieli" di Filippes Hoggs libero viaggiatore della Corporazione dei Trascorsi,
scritta da Methulà, Librarian della Corporazione dei Bibliotecari


CREDIT: Antonino Galimi

Stranieri

Voce 12

"Precipita! Precipita! Precipita!"

La folla stava iniziando a circondarlo. Era vestito chiaramente da straniero e lo sguardo smarrito faceva comprendere che da lì a poco per lui sarebbe stata una brutta serata. Intorno a lui vi erano altri viaggiatori ma molto più astutamente si erano vestiti alla moda piratesca di Nemu, e i non eccessivamente svegli abitanti della Città dei Cieli, li avevano evitati puntando lo straniero. Quest'ultimo cercò invano di tirare fuori il Permesso di Bordo, ma prima di farcela venne agguantato dall'orda che incurante delle sue sommesse urla lo scaraventò giù da uno dei pozzi di scolo posto all'angolo della piazza degli Ammutinati.

Di colpo tutti iniziarono a ridere urlando al cielo

"Horrà! Horrà! Horrà!"

Un attimo di silenzio giunse dal gruppo degli stranieri vestiti in modo piratesco. Dopodiché anche loro urlarono con un accento non proprio nemuniano, ma gli ubriachi abitanti della città li guardarono un attimo con l'occhio storto per poi lasciar perdere. D'altronde erano vestiti da pirati, non potevo essere stranieri.

Appena la folla si allontanò una delle donne, una gnoma vestita da ostessa di porto, si girò verso quello che doveva essere il marito e disse

"Chester Cobberpot, diciamo che hai speso bene i tuoi denari per quelle informazioni che conviene vestirsi come dei pirati e dei criminali per passare inosservati".

Lo gnomo la guardò col sopracciglio alzato

"Ermitia, sai bene che quando io mi muovo so bene come mimetizzarmi in qualsiasi ambiente, e adesso andiamo che c'è un tesoro che aspetta di essere scavato! Hai preso i badili e il piccone, cara?"
CREDIT: Antonino Galimi

A Ponte Storto di Riqueza

Voce 13

Il capitano stava percorrendo con passo claudicante il ponte, guardandosi intorno con aria severa. Soffiava un vento piacevole e il cielo era limpido. Ad un tratto, si fermò e si chinò leggermente per toccare le travi del pavimento con la mano sinistra. Osservò il guanto: uno spesso strato di sudiciume era rimasto attaccato alle dita.

Adirato, si voltò e afferrò per la spalla il primo malcapitato che trovò a portata di mano.
"Per il latte di mille capre!” gridò con una voce leggermente stridula.
Non ti ho permesso di imbarcarti per battere la fiacca, mozzo! Ora pulirai il ponte con la lingua!

Il poveruomo fissò il capitano con occhi sgranati, un misto di paura e confusione era dipinto sul suo volto.
Ma chi diavolo s–
Silenzio,” strillò il capitano, “o ti farò gettare fuori bordo!

Non appena finì di gridare, si accorse che una mano si era appoggiata alla sua spalla.
C'è qualche problema?” chiese qualcuno dietro di lui, con voce tonante.
Lasciami subito, o ti farò frustare per insubordinazione!
Il capitano gridava sempre di più, e ormai tutti i passanti si erano fermati ad assistere allo sfogo di quell'omuncolo deforme e tutt'altro che minaccioso.
Cosa avete da guardare? Tornate al lav–

Non fece in tempo a finire la frase, che una grossa manata lo colpì all'altezza dell'orecchio. Compiendo una sgraziata piroetta, cadde al suolo e svenne. La pace tornò sul Ponte Storto di Riqueza.

Al suo risveglio, il capitano realizzò di essere stato gettato su un cumulo di rifiuti in uno stretto vicolo. Sempre meglio che essere preso a martellate e finire giù da un pozzo, pensò. Dopo essersi ripreso dal frastorno, posò gli occhi su un grosso ratto che rovistava tra la spazzatura.
Hey,” gli disse, “un giorno sarò Re Pirata, vuoi entrare nella mia nuova ciurma?

CREDIT: Bonazzi Davide

Tradizioni e modi di dire nemuniani

Voce 14

Tradizioni

Bastone del Capitano

Il bastone del capitano e un semplice randello di legno. Ma se non si fa parte di una ciurma e si viene colpiti col bastone da un capitano, si è costretti a entrare a far parte della sua ciurma e diventarne proprietà. Non accettarlo è come compiere un crimine di quarto grado e subire quindi la Precipitazione.

Parlè

Solo se si è un vero pirata si può utilizzare la tradizione del 'Parlè'. Se ci si trova in una situazione di reale pericolo dicendo la parola "Parlè", gli aggressori se son pirati, dovranno cessare le ostilità per permetterti di spiegarti. Non è concessa ai non pirati e non va utilizzata di continuo altrimenti farà l'effetto opposto.

Varea di Pennone

La varea di pennone è la zona della nave dove vengono legati gli indisciplinati. Ve ne sono anche nelle piazze di Nemu. Chiunque può fare ciò che vuole con un "appennonato". È una sorta di gogna.

Sette Capitani

È più un gioco d'azzardo di dadi che una tradizione ma è comunque molto giocato nelle bettole.

Il Gioco dei Dubbi

È un gioco d'azzardo di carte basato sul bluff. Molto semplice ma ha rovinato molti capitani.

Festa di Santa Liall(aell)

Festa marinaresca tradizionale che festeggia la santa patrona di Nemu.

Festa dei Pari

Festa che non ha una data precisa e si svolge più volte anche nello stesso mese. Durante la festa non si combatte ma si festeggia. Solitamente si compie a seguito di un ricco bottino conquistato.

Festa dei Rinnegati

Si svolge una volta all'anno per commemorare il tradimento dei Sette Grandi Capitani verso il Re Pirata. In quel giorno si è liberi di ammutinarsi o di mancare di rispetto ai capitani, i quali comunque possono reagire ed anche uccidere. Però senza violare le tradizioni della filibusta.

Abbandieramento

L'abbandieramento è l'iscrizione obbligatoria al registro aereonavale di Nemu, di tutti gli aviovelieri, aereonavi, aereostrati e graviogaleoni esistenti. Ogni nave che sia mai esistita è descritta in quel prezioso registro. Se una nave non è registrata quando approda a Nemu, può essere reclamata da chiunque la vada a registrare per primo presso la Legione di Nemu.

Punizione della Cala

Si viene legati e fatti passare sotto la chiglia della nave, tirandolo poi su dalla parte opposta. Nella città di Nemu si viene calati dai pozzi di scolo e tenuti li per un determinato tempo rispetto al crimine commesso.

Patente di Marca

É un permesso imperiale che da diritto ad un pirata di attaccare le navi e gli insediamenti degli insorti e non subire rappresaglie legali dall'impero. I pirati che possiedono questa lettera di corsa sono chiamati anche 'Corsari'.

Modi di dire

Aye Aye: si! Usata anche come obbedisco per i marinai
Gli uomini morti non raccontano storie: se vuoi tenere un segreto, elimina chi lo conosce
Ahoy: espressione di sorpresa
Yo ho: espressione di gioia
Lo nero periglio che vien da lo mare: i pirati
Poca corda e caduta corta: avrai una vita breve e difficile
Meglio chiamar gli osti in terra che i santi in mare: meglio star tranquilli
Horra!: espressione di trionfo o brindisi
Decken ti sta cercando: stai per morire
Corpo di mille Watalu: espressione di incredulità
Chi fa due volte naufragio, a torto accusa il mare/cielo: chi sbaglia non deve dar la colpa ad altri dei suoi errori
Schiuma di mare: feccia
Yotru di sentina: feccia
Sacchi di grasso watali: feccia
Vomito di X'Croi: feccia
Scimmie volanti: feccia
Bullesumme: agitazione
Se ho da annegare, vo’ annegarmi in mar grande: se devo morire lo farò alla grande
In tempo di tempesta, ogni scoglio è porto: attaccati a qualsiasi appiglio
Chi sputa contro vento, si sputa in faccia: chi si comporta male verso chi gli fa del bene, la paga sempre
Vai a spazzar il mare/cielo: vai a quel paese
Meglio padrone di secchio che capitano di nave: meglio non avere responsabilità
Il vento va è viene: prendi la vita come viene
Non si vende il watalu libero: non far promesse che non sai mantenere
A Cranèa son tutti pari: da morti siam tutti uguali
Lo scrigno del Re (Pirata), di vite non ne vale tre: puoi essere ricco quanto vuoi, ma la morte arriverà
CREDIT: Antonino Galimi

Storia della Buonanotte

Voce 15

“Anni or sono, piccola mia, visse uno stregone qui sulla nostra isola. Questo stregone era particolarmente capace: grazie alla sua testardaggine divenne in breve tempo il più abile di tutti noi nell’utilizzo della magia. Come ben sai, non tutti gli abitanti di Nemu accettano chi siamo. Dicono che portiamo sfortuna. Per questo, come ti ho insegnato, conviene sempre essere umili, chinare il capo e non attirare troppo l’attenzione. Avevo spiegato queste cose anche allo stregone, ma la sua arroganza gli fece credere di poter ottenere rispetto per tutti noi.

Iniziò così una crociata solitaria che lo portò sulle diverse isole, in cui andava a predicare e dimostrare i benefici dell’utilizzo della magia. Chi osava contraddirlo veniva abbattutto all’istante. Riuscì ad avere al suo seguito le creature del mare, come le sirene e i tritoni. In breve tempo, le altre isole si allearono per muovere battaglia contro di noi e sterminarci tutti. Fummo così costretti a prendere una decisione drastica: promettemmo alle altre isole che ci saremmo occupati dello stregone e così facemmo.

Unendo le nostre forze, riuscimmo ad imprigionarlo e rinchiuderlo in una grotta in perpetuo esilio. Non riuscimmo però a rinchiudere anche le sue creature, che tornarono poco dopo e sferzarono un potente attacco a nostro danno, rapendo moltissimi abitanti di Makheja.

Ora pensiamo che lo stregone si sia sopito, non avendo più notizie sue o delle sue creature da diversi anni”

Da “Le storie della buonanotte” di Edelinda di Makheja
CREDIT: Alice Cici Mignoli

Insorti

Voce 16

I Sette Fronti erano inquieti, la notizia che Bytia avrebbe aiutato il Nero Impero nella Guerra della Concordia, li aveva destabilizzati. La neutralità della Città dei Sogni era una sicurezza tattica che sarebbe venuta presto a mancare. Le armate viventi dell'Impero avrebbero potuto marciare attraverso i sogni e giungere ovunque, con il dovuto addestramento. Bisognava attivare gli agenti infiltrati e boicottare questa flebile alleanza.

La riunione segreta dei capi degli Insorti non portò a nulla di concludente, alcuni non presenziarono neanche. La Maschera Bianca era discretamente preoccupata. Com'era possibile che le Libere Compagnie avessero portato la Saga Ana dalla loro parte? Gli atti terroristici su Babilonia continuavano anche se la rete di informatori non aveva scoperto del precedente viaggio a Surra-Mann-Ra e succesivo a Bytia delle Libere Compagnie.

Ora però sapevano che sarebbero arrivati a Nemu, ma potevano solo intuire lo scopo della loro missione. Probabilmente armare degli aviovascelli per attaccare Elune oppure l'assurdo... convincere i Sette Grandi Capitani Pirata ad aiutarli col Dono del Navigatore... ma era impossibile che essi potessero accettare. A loro modo odiano l'Impero, sono degli anarchici senza bandiera a parte quella di Tortugas ed inoltre uno di loro era segreramente una spia degli Insorti. Sotto la maschera Aion sorrise...

"Stavolta Nemu porterà solo venti di sventura ai miei antichi compagni! Mandate una guarnigione a fermarli e attivate i nostri agenti dormienti sulla Città dei Cieli! Che siano ostacolati in ogni modo!"

Disse rivolto ad alcuni attendenti.a

"In fondo mi spiace, ma questa guerra esige altro sangue corrotto da versare! Luce alla Maschera!"
CREDIT: Antonino Galimi

Castigatrice

Voce 17

La vita a bordo della Castigatrice non era male. Quella era l’avionave più temuta di tutte! Nessuno tentava di opporglisi: era meglio la resa e sperare nella clemenza del capitano Edward Tatch. Se il vascello tentava la fuga o peggio ancora provava solo a resistere all’arrembaggio… bhe, l’equipaggio poteva solo augurarsi una morte rapida e veloce!

Jonathan Fletcher era salito a bordo anni fa, come mozzo. Era ancora un ragazzino spaurito, con il mal d’aria che lo faceva soffrire… ma era risoluto ed aveva un sogno: diventare un pirata! Ed infine quel sogno si è avverato! Ora Jonathan era diventato un pirata! Ma non un pirata qualunque… no, Jonathan era l’attendente del signor Ray Stevenson, il quartiermastro di Barbanera! All’inizio quell’incarico lo inorgoglì parecchio, ma in breve tempo cambiò idea! Stevenson era un vero bastardo, un aguzzino fatto e finito! Ogni incarico gli venisse assegnato era di una difficoltà estrema! Pareva che il quartiermastro godesse nell’escogitare nuovi incarichi sempre più assurdi e pericolosi per metterlo in difficoltà.

Gli anni passarono veloci, fra un arrembaggio ed una sudicia bettola dove spendere parte della sua paga, sino a quando Jonathan non si innamorò di una splendida ragazza di nome Roxenne. La giovane era una clandestina e si nascondeva in una taverna, lavorando come sguattera ed arrangiandosi come poteva, sempre con le orecchie ben dritte ed a nascondesi al primo segnale di pericolo. Anche lei si innamorò di Jonathan, forse l’unico uomo che la trattava con cortesia e gentilezza. Fu così che i due decisero di farsi una nuova vita assieme: Jonathan avrebbe lasciato la Castigatrice e con tutto l’oro che gli spettava come sua parete dei bottini avrebbe comprato per lei un Permesso di Bordo, l’avrebbe sposata e con quanto gli restava avrebbe potuto comprare una piccola avionave ed iniziare ad arruolare una sua ciurma.

All’inizio sarebbe stata dura, ma con caparbietà ed un pizzico di buona sorte sarebbe diventato un capitano anche lui! Ma fu con grande disappunto e rabbia che Jonathan si sentì rispondere dal signor Stevenson che non gli sarebbe spettato quasi nulla, che tutta la sua parte di bottino gli era stata requisita proprio da lui, con la scusa di incarichi mal eseguiti o mai svolti! Jonathan si infuriò moltissimo perché quelle accuse erano false e Stevenson, che non l’aveva mai avuto in simpatia, lo sapeva bene ed il beffardo e maligno ghigno sul suo grugno lo dimostravano. Jonathan protestò anche con il capitano Teach, ma era la sua parola contro quella del quartiermastro e l’attendente non ottenne un solo pezzo da otto in più di quanto già non gli aveva liquidato Stevenson.

Furente e risentito, Jonathan, prima di lasciare la nave con i suoi pochi averi, decise che avrebbe comunque avuto ciò che gli spettava, in un modo o nell’altro… e la cabina del capitano, quella sera era aperta, perché nessuno avrebbe avuto il coraggio di rubare a Barbanera… O no?

CREDIT: Gianfranco Monfardini

Il Patto

Voce 18

Van der Decken fissò lo sguardo al cielo carico d'odio! Maledisse gli dei ed il loro giocar con le vite dei mortali e rifiutò per sempre la loro fede. Solo un daemone ascoltò le sue parole e gli apparve innanzi. La sua nave era in balia della madre di tutte le tempeste, i suoi marinai terrorizzati, gli elementi furiosi stavano vincendo contro l'uomo con la volontà più forte dei sette mari.

Il daemone lo guardò digrignando i denti in una smorfia compiaciuta. Decken mantenne lo sguardo per nulla timorato dalla diabolica presenza. Aveva compiuta nella sua esistenza un tale numero di atrocità, che non si sarebbe aspettano nulla di meno che il diavolo in persona venisse a prenderlo per trascinarlo all'inferno.

"È dunque giunto il giorno?"

Disse il capitano tra i tuoni assordanti della tempesta.

"Forssse... o forssse no... Decken... Io sssono qua perrr proporrti un patto... Ssse accetterrrai e dannerrrai la tua anima, io ti sssalverò e donerrrò poterrri innauditti agli umanni... dovrrrai sacrrificarrre e maledirrre la tua ciurrrma e acccettarrre quesssto! E sarrrai sssalvo ed il più potenttte dei pirattti!"

Nel mentre l'essere diabolico tese il braccio aprendo il palmo della mano verso il capitano. Quest'ultimo sorrise e raccolse l'oggetto brillante che il daemone aveva tra gli artigli e urlò guardando il cielo a cora una volta

"Accetto il patto! Siate maledetti tutti voi che non mi avete mai ascoltato! Che io sia maledetto per l'eternitá! Che possa compiere ogni genere di nefandezza e che la mia marcia anima possa trascinare tutti coloro che incontrerò nel più nero degli inferni!"

Il cielo si trasformò in un maelstrom di colori funerei. Fulmini rossi lo attraversavano bruciandolo. Il capitano iniziò a ridere come un folle e così il daemone, mentre i suoi uomini cadevano sul ponte come corpi morti la cui anima era stata consumata. La nave iniziò a sollevarsi in aria come trascinata da spiriti abbietti e la bandiera e le vele si tinsero di un acceso cremisi sangue. I corpi esanimi dei marinai si rialzarono con occhi vuoti e volti scavati e ricominciarono a muoversi per governare il galeone.

Decken riprese il timone ed un'inquietante nebbia lo avvolse.

Innanzi alla nave si aprì una sorta di portale ove dalla parte opposta si intravedeva una smisurata torre e bizzarre isole volanti.

"Andiamo miei Maledetti! Andiamo mia Infausta nave! Andiamo a portare il dolore e il tormento che il nostro patrono esige!"
CREDIT: Antonino Galimi

La Signora delle Ombre

Voce 19

Pochi hanno avuto l’onore di vedere la nave Kurohime, ovvero la Signora delle Ombre. Meno ancora sono sopravvissuti per raccontarlo. Si dice che la ciurma sia composta da sole donne di cui nessuno ha mai visto il volto. Si tratta di un abile esercito che si muove nell’oscurità, sotto il comando silenzioso della Okusama, la Padrona, la spietata Mochizuki Chiyome.

Dicono che nulla succeda a Nemu senza che la Padrona lo sappia e che buona parte del bottino della Kurohime derivi dalla fitta ragnatela di informazioni che la Padrona ha intessuto. In molti hanno cercato un suo punto debole per toglierla di mezzo, ma la Padrona è tanto abile nel raccogliere informazioni quanto nel non far trapelare nulla sul suo conto.

Pare essere la vedova di un potente pirata, pare avere qualcosa di non umano, pare essere famosa per la sua mano...ma queste sono solo leggende, create da chi ha troppa paura per verificare le dicerie.

Quello che è certo è che se la malasorte vuole che la sua mano di sfiori, non resta che implorare gli Dei perchè ti donino una rapida e misericordiosa morte.

L’ultimo capitano che ha provato a fregarla è stato trovato con tutta la sua ciurma davanti al desco ancora imbandito. Chi li ha visti sostiene che sembrassero dipinti. I loro volti erano rilassati, alcuni sembravano addirittura ridere. La ciurma della Signora delle Ombre uccide senza fare rumore e non lascia spazio alla difesa.

Credit: Alice Cici Mignoli

Festa dei Pari

Voce 20

Il culto dell'Aria è molto praticato nell'arcipelago di Nemu, ma seguendone i dettami veri e propri, cioè legati a un assoluta libertà di pensiero e filosofia, in realtà i credenti fanno assolutamente ciò che vogliono e per questo è molto amato tra i pirati delle isole volanti.

Gli Gneosofi invece sono poco interessati alla vita terrena ed alla religione. Il loro esistere verte soltanto sulla conoscenza del Creato nella sua accezione filosofica e spirituale.

Invece tutti gli altri abitanti per la maggior parte tendono a cercare di divertirsi il più possibile comprendendo quanto sia effimera l'esistenza numerose sono le feste che si svolgono sull'isola di Riqueza ogni notte, ed ogni notte i pirati sperperano in bagordi i loro sudati risparmi per rendere ricchi osti e le Case delle Delizie, dove potranno intrattenersi con canti, balli e giochi d'azzardo come il Dubbio e il Sette.

Persino stanotte si svolgerà la festa dei Pari e saranno presenti numerosi Capitani minori alla ricerca di nuovi membri per i loro equipaggi, di acquirenti per le loro 'oneste' mercanzie e non sia mai che si possa trovare una qualche mappa del tesoro... ed alla fine l'importante è che stanotte si festeggerà fino all'alba bevendo del buon Saint Jilles finchè Decken non ci verrà a cercar, per l'animaccia sua che la gettassero in una fossa da morto!

HORRÀ!!!

CREDIT: Antonino Galimi

In Arresto

Epilogo

Barbanera aveva uno sguardo implacabile e funesto. Trattenere la sua furia era divenuto sempre più difficile e gravoso, così come placare quella sinistra fame. Sentiva crescere il potere in lui e con esso, comprendeva che qualcosa dentro si corrompeva enormemente.

Sorrise. Qualunque prezzo sarebbe stato pagato per ottenere la vera libertà, per ottenere la corona del Re Pirata. Avrebbe schiacciato i Grandi Capitani, portato Nemu al collasso, usato tutti i mezzi a sua disposizione pur di raggiungere il suo scopo.

Le Libere Compagnie avevano appena fermato Van der Decker, distruggendo il suo filatterio di potere. Un'azione dannatamente stupida ed insulsa, secondo Barbanera. Lui col filatterio in mano avrebbe potuto prosciugare il Re Pirata e prenderne i poteri. Soggiogare tutti i maredetti di Cranèa e riesumare 'Infausta', la nave-daemone di Decker. Gli avevano tolto una possibilità di potenza. La rabbia crebbe ulteriormente.

Scese dal suo graviogaleone, la 'Castigatrice', insieme ad un centinaio di suoi marinai, eletti a legionari da quando lui stesso era divenuto praefectus della Legione dei Venti. Altri sei aviovascelli scesero dal cielo nebbioso e altri cinquecento legionari li circondarono armati di moschetti fumanti. Edward Tacth si fece avanti, gli occhi vitrei brillavano di una luce maligna ed iniziò ad inveire.

Si parò innanzi ad Aller:

"Come avete osato non obbedire ai miei diretti ordini! Come avete osato mancare alla parola di un praefectus!"

Aller lo guardò in volto e rimase sconvolto dal deformarsi delle carni del capitano pirata. Chinò la testa turbato profondamente mentre Barbanera proseguiva

"Siano tutti tratti in arresto con l'accusa di alto tradimento. Condotti a Fortezza Corsara e li giudicati per le loro colpe!"

Un mormorio trasalì dalla folla, mentre venivano disarmati e incatenati. Nessuno ebbe la forza di reagire poiché già esausti dallo scontro con Gruswald, Van der Decker ed i suoi maredetti. Inoltre mettersi contro ad un praefectus della legione avrebbe aggravato ulteriormente la loro posizione.

Avevano fermato un male antico per rispettare il patto con i Grandi Capitani Pirata, ma di loro non vi era nessuna traccia. Essi probabilmente ora erano già lontani e liberi... al contrario di loro, il cui destino era segnato a Fortezza Corsara, dove neanche i morti possono fuggire.

CREDIT: Antonino Galimi